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Monumento in ricordo dell’arch. Claudio Andreani

Recco - Martedì 2 marzo, alle ore 10,45, a cura dell’Associazione culturale “Le Arcate” di Recco, verrà  inaugurato il monumento in memoria dell’arch. Claudio Andreani (2 marzo 1914 – 21 febbraio 2005), progettista del Piano di ricostruzione della città.

andreani_monumento.jpgL’idea di una scultura/monumento per rendere omaggio al noto  professionista è stata di Giorgio Puppo, Presidente dell’Associazione,  l’elaborazione grafico/pittorica del manufatto è dovuta a Sergio Antola, mentre il progetto esecutivo è stato firmato dall’arch. Claudia Bagnasco e la grafica delle targhe è stata curata da Andrea Revello dello Studio Helix. L’opera è stata realizzata da Arte-Edil snc di  Recco di Michele Colombino con il contributo tecnico di RFI  Rete Ferroviaria Italiana.   L’iniziativa, sponsorizzata da UBI-Banco di San Giorgio – agenzia di Recco,  ha ricevuto il patrocinio della Città di Recco.

Il primo di luglio del 1945, a guerra appena conclusa,  la Giunta Municipale Straordinaria, presieduta dall’avvocato Gian Enrico Massone, diede incarico al professionista di progettare la nuova Recco. Un impegno non da poco, anche se, paradossalmente, l’ampiezza delle macerie  rendeva possibile una ricostruzione della città razionale, moderna, esemplare. L’architetto, coadiuvato dai consigli della moglie  Marcella e dai colleghi Eugenio Montuori, Leonardo Bucci e Gilberto Caioli, si mise subito al lavoro. Un anno dopo il progetto era pronto e l’8 marzo 1947 ricevette l’approvazione del Ministero dei Lavori Pubblici.

L’idea di fondo era quella di distribuire l’abitato anche a monte, superando quella sorta di vincolo all’espansione della città rappresentato  prima della guerra dal vecchio e greve viadotto ferroviario. L’architetto Andreani progettò allora  un ardito ponte con grandi arcate in cemento armato, per rendere meno drastico il distacco tra zona a mare e  zona a monte. Una tecnica che poi diventerà  abituale in campo autostradale.

Il monumento fa riferimento proprio a quest’opera, forse la più significativa del Piano di  Ricostruzione, tracciandone la storia su di una targa mentre nella seconda si ricordano le tappe dell’incarico assegnato all’arch. Andreani.
Tra il 10 novembre 1943 e il 6 agosto 1944 Recco fu oggetto di pesanti bombardamenti aerei. Obiettivo prioritario era proprio il lungo  ponte ferroviario che attraversava l’intera vallata. Costituito in realtà  da due viadotti affiancati,  il primo  finito di realizzare nel 1868 e il secondo del 1920, l’opera fu messa fuori uso in particolare dal bombardamento del 10 luglio 1944.  Le incursioni aeree provocarono la distruzione di  quattro arcate e due pile, interrompendo i collegamenti ferroviari.  Per ripristinare la linea, al termine della guerra fu realizzato un viadotto provvisorio in legno.  I lavori  di costruzione dell’attuale  ponte,  realizzato  dall’impresa Lodigiani,  iniziarono il 5 agosto 1946 e terminarono il 9 agosto 1948. Nel 1992, fu proposta la colorazione da parte della Pro Loco di Recco alle Ferrovie, nell’ambito di un progetto di riqualificazione ambientale, il ponte fu colorato su progetto dell’arch. Giulio Bertagna.

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